mercoledì, marzo 25, 2009
giovedì, marzo 19, 2009
Cambio di abito
mercoledì, marzo 18, 2009
Al Ristoro Degli Angeli - Roma
Ma quanto ci piace la Garbatella!!! :) Sembra di stare in un piccolo paesino, con le viuzze strette, le palazzine rosse con cortile ma senza balconi (“Lotti”), le botteghe... Al pari di Trastevere e Testaccio, è considerato uno degli ultimi baluardi della romanità verace e proprio qui che, su una delle piazze storiche della Garbatella, di fronte al Palladium, troviamo questa osteria: “Al Ristoro degli Angeli” (dall’ostessa garbata).Notate bene fra gli eventi del locale l'iniziativa dell'«ostessa» e di uno studioso: ogni sabato gite a piedi e degustazioni fra villini, scalinate e fontane; questo il programma:
12.00 - Partenza per la Visita guidata del quartiere, condotta dal giornalista GianniRivolta, autore del libro "Garbatella mia", secondo un itinerario storico, architettonico e sociale.
13.30 - Rientro al Ristoro degli Angeli per il pranzo con degustazione di due primi, Secondo, Contorno e Dolce.
Costi e Prenotazioni
Il costo dell'intero "pacchetto" - Aperitivo, Visita guidata e pranzo - è di 30,00 Euro a persona, bevande escluse.E' necessario prenotare e lasciare un acconto di 10 Euro a persona.
Giorno di riposo: Domenica
martedì, gennaio 20, 2009
Plumcake al Vino e Olio di Oliva di Pierre Hermé
Ingredienti:- 4 uova
- 350 g. di zucchero
- 200 g. di olio di oliva
- 160 g. di vino bianco
- 160 g. di latte
- 350 g. di farina
- 1 bustina di lievito
Sbattete le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso e chiaro, che avrà raddoppiato di volume; unite l’olio e il latte, il vino, quindi setacciatevi la farina con il lievito.
Versate il composto in uno stampo da plumcake di 30cm. e cuocete a 180° per 45 minuti.
...Il risultato é abbastanza neutro, l'olio contrasta lo zucchero, non é per nulla pesante, Pierre Hermé lo serve sempre con una composta di frutta e credetemi quando vi dico che questo plumcale può tranquillamente essere servito come dolce al termine di un pasto!...
lunedì, gennaio 05, 2009
Fiaschetteria - Trattoria Mario (Firenze)

La Storia della Trattoria Mario
"Il primo Marzo del 1953 Romeo, Amelia e il figlio Mario inaugurarono questa trattoria, il cui soffitto in legno di quercia a cassettoni è datato intorno all metà del Cinquecento, poichè lo spazio è ricavato dalle vecchie stalle del Palazzo del Gattamelata, oggi Palazzo Alessandri, construito nel 1536.
All'inizio "da Mario" si faceva mescita di vini, continuando nel tipo di lavoro che esisteva nella gestione precedente e gli avventori erano prevalentemente i tantissimi operatori del vicino Mercato Centrale (facchini, ortolani, macellai) e anche i tanti 'perdigiorno', che all'epoca sciamavano numerosi, in tutti i quartieri della vecchia Firenze.
Ma è nel 1957, con il matrimonio di Mario, che la bottega assume le caratteristiche di vera e propria trattoria, con il servizio ai tavoli di bevande e piatti caldi, cucinati con cura sul piccolo fornello nel retrobottega. All'epoca si servivano la zuppa di magro (zuppa di fagioli e verdure), il minestrone di ceci, pappa al pomodoro, trippa alla fiorentina, braciole in salsa, baccalà in umido e bistecche alla fiorentina.
Dal 1965 il locale assiste ad un'incredibile crescita dovuta al diffondersi del turismo di massa e a un nuovo tipo di clienti giornalieri: gli studenti. Nel 1968 diventa un locale dove si discute di politica e cultura, e alcuni dei vecchi clienti abituali di allora ora sono conosciuti nel mondo dello spettacolo nazionale.
Alla scomparsa di Mario, nel 1980, il locale è rimasto alla moglie Elena e ai figli Romeo e Fabio che la conducono con spirito e professionalità e ancora oggi i tavoli vicinissimi permettono di mangiare a stretto contatto con gli altri, amplificando la socialità, tra buoni vini e classici piatti toscani.
Da Mario si è trasformato definitivamente nel 1989 con arredi modificati ma in perfetto stile fiorentino e tra una clientela di studenti, professionisti e gente di ogni tipo ci riporta alla socialità della vecchia Firenze."
Piccolo e raccolto (nei periodi di grande affollamento è necessario arrivare presto, perché non si prenota) il locale offre tutto quanto ci si potrebbe aspettare: tavoli rustici e spesso in comune con altri clienti, cucina casalinga, sarcastica ironia toscana - bastano le scritte sulle pareti ad assicurarlo. Ma soprattutto è la qualità a conquistare, fin dai primi: ottima la ribollita (abbiamo "bissato" senza tentennare!). Secondi come stracotto, ossobuco e filetto fanno da cornice alla vera regina del pasto: la fiorentina, ovviamente. Sceglierete la vostra bistecca prima della cottura e ne seguirete tutte le fasi, attraverso la sottile vetrata che separa la sala dalla cucina. Se non si è esagerato, c'è spazio anche per un contorno casereccio (insalata, patatine fritte, fagioli all'uccelletto) e per gli immancabili cantuccini con vin santo. Assolutamente da provare il vino della casa, anche se il locale propone alcune etichette appetibili.
4 porzioni di ribollita
1 porzione di stracotto
1 porzione cantucci e vin santo
1/2 litro rosso della casa
pane
costo: 30 euro
Fiaschetteria - Trattoria Mario
Via Rosina 2r (angolo Piazza del Mercato Centrale)
50123, Firenze - Italia
Telefono 055 – 218550
http://www.trattoriamario.com/
Come arrivarci...
A Firenze in pieno centro. Da piazza della stazione percorrere via Nazionale e girare a destra in via dell'Ariento per il mercato centrale: il ristorante è in fondo alla piazza a sinistra.
Aperto SOLO A PRANZO dal lunedì al sabato dalle ore 12:00 alle ore 15:30
Domenica e festivi chiusi
Ferie: prime tre settimane di agosto 3 agosto - 27 agosto 2008
Nessuna prenotazione. Prenderanno il vostro nome quando arrivate e vi metteranno a sedere quando lo spazio diventa disponibile. La disposizione dei posti a sedere è comunale!!
Contanti soltanto...non prendono le carte di credito.
lunedì, ottobre 20, 2008
Crostata al cocco

- 500g di farina
- 250g di burro morbido
- 140g di zucchero a velo
- 3 rossi d’uovo
- 1 uovo intero
- buccia di limone grattugiata
Per il ripieno: - 200 gr di cocco in polvere
- 150 gr di zucchero
- 500 gr latte
- 1 bustina di vanillina
- 1 uovo
- 2 cucchiai di farina
- 30 gr cacao in polvere
- 10 gr zucchero a velo
In una pentola mettere a bollire per cinque minuti il latte, il cocco e lo zucchero, fare freddare e aggiungere l'uovo e la vaniglia. Tirare una sfoglia alta circa 1 cm, poggiarla in una teglia e adagiare il cioccolato in polvere... Questa operazione dara' alla torta un effetto marmorizzato alla torta, cospargere con l'impasto al cocco, infornare a 180 gradi per 30 minuti.

mercoledì, settembre 17, 2008
Torta Al Caffé
Ingredienti:Farina 220 gr.
Fecola 80gr.
zucchero semolato 200gr.
uova 3
burro 140 gr.
arancia (solo scorza) 1
panna liquida 250 ml
caffè solubile 2 cucchiai (io l'ho sostituito con dell'orzo!)
vanillina 2 bustine
lievito in polvere 1 bustina
zucchero a velo 20 gr.
sale fino
Preparazione:
Setacciate 200 gr. di farina con la fecola e il lievito in una ciotala. Rompete le uova, versate i tuorli e gli albumi in due ciotole. Montate gli albumi a neve, con un pizzico di sale, teneteli coperti in frigorifero. Aggiungete ai tuorli lo zucchero e la vanillina, montateli con la frusta elettrica fino ad ottenere una crema densa. Aggiungete la scorza grattuggiata dell'arancia, mescolate per amalgamare gli ingredienti. Sciogliete 130 gr di burro in una padellina a fuoco dolcissimo, senza farlo friggere. Incorporate il burro intiepidito a filo, ai tuorli, continuando a montare il composto con la frusta elettrica.
Aggiungete al composto di tuorli anche la panna, versandola a filo e alternandola alle farine setacciate (Unite le farine a cucchiaiate, poche alla volta). Amalgamate con la frusta a bassa velocità. Prelevate 1 mestolo del composto e trasferitelo in un'altra ciotola. Unitevi il caffè solubile, mescolate con una forchetta per farlo sciogliere completamente (dovete ottenere un composto omogeneo). Versate il composto al caffé ottenuto all'impasto di base , mescolate con una frusta per amalgamarlo uniformemente. Incorporate poco alla volta anche gli albumi, lavorandolo dal basso verso l'alto per mantenere gonfia la preparazione.
Imburrate uno stampo rotondo. Cospargetelo con 20 gr. di farina, eliminando quella in eccesso. Accendete il forno a 170°, versae il composto al caffé nello stampo, infornate per circa 45 minuti (fidatevi cmq della prova stecchino). Sfornate e fate raffreddare, capovolgete su un piatto da portata. Appoggiate un cartoncino per i decori e spolverizzate con lo zucchero a velo e se ne avete con scorza e foglie di arancia. Servite! :)
Nota: Potete servire con un vino rosso dolce come la Malvasia piemontese.
domenica, agosto 31, 2008
42° SAGRA DEGLI SPAGHETTI ALL’AMATRICIANA

LA STORIA
Il gustosissimo piatto della pasta con la Salsa all’Amatriciana è entrato a far parte della tradizione culinaria non solo nazionale, ma anche internazionale. La sua nascita affonda le radici in una cucina di pura estrazione popolare, semplice, genuina, ricca di sapori e piuttosto varia. Basti pensare che in passato le esigenze alimentari erano soddisfatte attraverso la preparazione di particolari pietanze, per lo più “povere”, frutto dell’elaborazione delle materie prime disponibili in un certo ambito territoriale. Nelle aree più marginali d’Italia, come ad esempio il comprensorio dei Monti della Laga, la principale attività produttiva (considerata più redditizia) era la zootecnia, centrata soprattutto sull’allevamento delle pecore e del maiale. Grazie a queste due attività, le principali risorse alimentari per l’uomo erano quelle derivanti dalla produzione di carne, latte e loro derivati. In particolare l’allevamento del maiale era una pratica in uso in tutte le famiglie contadine, che lavorano la carne per stagionarla e conservarla nel tempo. La macellazione era solitamente eseguita dal capofamiglia, ma nelle famiglie dei pastori transumanti questa operazione spettava alla donna, che successivamente si dedicava alla lavorazione della carne. L’altra modalità di sussistenza era legata alla pastorizia, d’estate si sfruttavano i rigogliosi pascoli montani, mentre d’inverno, con la transumanza, ci si dirigeva verso le località pianeggianti dell’Adriatico o del Tirreno (Campagna Romana). Durante il periodo di lontananza dalla famiglia e dalle abitazioni, i pastori trasformavano il latte delle loro pecore in formaggi pecorini che utilizzavano anche per alimentarsi insieme a carni salate e stagionate, come ad esempio il guanciale. Con questi semplici ingredienti i pastori condivano, e cucinavano con una padella di ferro dal lungo manico, il loro frugale e sostanzioso pasto unico di pastasciutta di Amatriciana “bianca”. Rielaborando e ed arricchendo questa elementare preparazione pastorale, e con l’introduzione del pomodoro intervenuta all’inizio dell’800, la popolazione di Amatrice ha dato vita ad uno dei piatti più conosciuti della cucina italiana: l’Amatriciana. Infatti quando alla fine del 1700 i Napoletani, tra i primi in Europa, riconobbero i grandi pregi organolettici del pomodoro, anche gli Amatriciani (che ricadevano nella giurisdizione del Regno di Napoli fin dal 1700) ebbero modo di apprezzarlo e con felice intuizione l’aggiunsero al guanciale, che unito al formaggio pecorino, ha reso succulenta una salsa per la pasta, la cui fama ha varcato i confini nazionali per affermarsi anche nella cucina internazionale. Erroneamente alcuni attribuiscono l'Amatriciana alla cucina Romana, dimenticando che furono invece i pastori, che con gli spostamenti stagionali della transumanza verso le campagne romane, fecero conoscere questa ricetta nella capitale. Sono molti oggi, i ristoratori di che a Roma, in Italia e nel mondo, contribuiscono alla diffusione ed alla conoscenza del piatto.
ESECUZIONE:
Assolutamente banditi dalla ricetta: la pancetta, la cipolla, l’aglio e qualsiasi altro ingrediente di contorno, che spesso viene ripetuto in televisione o da chef molto fantasiosi. Non ci sono dubbi: la vera Amatriciana è quella a base di pecorino e guanciale amatriciani. Le altre varianti non posso fregiarsi di essere chiamate Amatriciana..."

(Foto: Riassunto di un we "normale")
sabato, agosto 30, 2008
Ciambellone "Nocella"
Ingredienti:2 vasetti di yogurt alla nocciola
6 vasetti di farina
4 vasetti di zucchero
6 uova medie
2 vasetti di olio di girasole
2 bustine di lievito
Scaglie di cioccolato
Preparazione:
Mescolare in una ciotola bella grande lo yogurt alla nocciola con lo zucchero. Aggiungere la farina setacciata in precedenza con il lievito, le uova, uno alla volta, quindi, l'olio. Aggiungete le scaglie di cioccolato ma, volendo, potete aromatizzare con frutta candita, frutta secca oppure scorza di agrumi...insomma, potere alla fantasia!!!! Versate in uno stampo ad anello fino a 3/4 in altezza ed infornare a 180°C per circa 40 minuti (prova stecchino).
Appena freddo, spolverizzare con dello zucchero vanigliato oppure lasciate così il tutto :)

martedì, agosto 19, 2008
lunedì, agosto 11, 2008
Trattoria Teresa - Piediluco (Terni)


Dal 2005 il locale è stato inserito nella guida del "Gambero Rozzo" (guida che racchiude le migliori trattorie ed osterie d’Italia).
via Mazzelvetta,15
05100 TERNI
Arrendersi alla grande certezza, oscuramente,
che un altro essere, fuori di me, molto lontano, mi sta vivendo.
E quando mi parlerà di un cielo scuro, di un paesaggio bianco,
ricorderò stelle che non ho visto, che lei guardava,
e neve che nevicava nel suo cielo..."
(Pedro Salinas - tratta da "La voce a te dovuta" 1933)
sabato, agosto 02, 2008
Abbracci
Ingredienti:Impasto alla panna:
- 250g di farina 00
- 100g di zucchero
- 50g di burro
- 45g di margarina
- 1 uovo
- 3 cucchiai di panna fresca
- 1 cucchiaio di miele
- mezza bustina di lievito
- un pizzico di sale
- 250g di farina 00
- 120g di zucchero
- 60g di burro
- 40g di margarina
- 30g di cacao in polvere
- 40g di latte fresco
- 1 uovo
- mezza bustina di lievito
- un pizzico di sale
Preparazione:Impasto alla panna:
Lavorare la margarina, il burro e lo zucchero fino ad ottenere una crema ben montata. Aggiungere gli altri ingredienti lasciando per ultimi la farina e il lievito. Lavorare lentamente fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Impasto al cacao:
Lavorare la margarina, il burro e lo zucchero fino ad ottenere una crema ben montata. Aggiungere gli altri ingredienti lasciando per ultimi la farina e il lievito. Lavorare lentamente fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Prelevare piccole quantità dagli impasti, formare a mano dei cordoncini ed unirli sovrapponendoli leggermente.
Cuocere in forno a 180° per 12 minuti circa minuti (o cmq finchè non vedrete l'impasto panna di colore dorato).
sabato, luglio 19, 2008
Al Chiosco "La Selvotta" - Ariccia
"Una fraschetta ad Ariccia che mi consiglieresti?" Così?..La prima che mi viene in mente e che vi consiglierei senza pensarci due volte?... Al Chiosco "La Selvotta"!! Innanzitutto non è la solita fraschetta: è all'aperto ed aperta (per ovvi motivi) solo da primavera a autunno inoltrato, posizionata sotto un bosco di castagnio dove la temperatura non supera mai i venti gradi circa neanche a luglio, il menu offre principalmente BUCATINI ALL'AMATRICIANA e porchetta sempre calda, l'unico vino consigliato è la ROMANELLA GHIACCIATA, una sorta di vino semidolce gassato che va giu che è una meraviglia, e tutto cio che mangerete è genuino e BUONISSIMO!!!. Sinceramente il nome della via non lo conosco ma basta arrivare ad Ariccia e chiedere...la conoscono tutti :) NB. E' inutile andarci ad orari tardi d'estate sia per il pranzo che per la cena... perchè nonostante i trecento posti a sedere non trovereste posto!
mercoledì, luglio 16, 2008
martedì, luglio 08, 2008
Pompi - il regno del tiramisù
Entrando frigoriferi colmi del morbido dolce che viene dispensato in vaschette di plastica o di metallo (dalle monoporzio
ni da mangiare all’istante a quelle giganti da gustare a casa con gli amici!) disponibile, fino a pochissimi mesi fa, in due versioni: classico, con cacao spolverizzato e scaglie di cioccolato fondente o fragola con farcitura e copertura di fragole. Il dilemma della scelta è drammatico, me ne ren
do perfettamente conto, ma bisogna pur abbracciare una delle due scuole di pensiero. :) L’alternativa è prenderli entrambi...cosa che noi abbiamo prontamente fatto..anzi vi dirò di più.. La novità che presenta Pompi quest'anno è senz'altro il nuovo tiramisù alla banana e cioccolato fondente: assolutamen
te imperdibile!!! E meraviglia delle meraviglie...a richiesta con aggiunta di Nutella!!! ...e allora come non provare anche questa nuova delizia per il palato?? Risultato? Siamo uscite con 3 confezioni da portare con noi e dispensare ai nostri amici e...una mono porzione da dividere al momento da brave amichette ... idea per un nuovissimo aperitivo per le amanti del dolce come noi? ;P lunedì, luglio 07, 2008
Pascucci al Porticciolo (Fiumicino)
dall'aspetto esterno si presenta diversamente. L'ambiente è gradevole, sobrio e accogliente: veniamo invitati ad accomodarci nella piccola saletta (anche cantina) a vista dove trovano posto al massimo 6 persone. Luci giuste e musica di sottofondo. La carta dei vini propone circa 150/200 etichette ed è sufficiente a garantire una buona scelta..ma noi ci affidiamo ai consigli del sommelier una volta ordinate le portate. Appunto passiamo alle portate!! Fra i piatti ordinati spicca l'antipasto "Passando dal Crudo al Cotto" che è sicuramente il pezzo forte del ristorante. Prevede un percorso che dal pesce totalmente crudo arriva a quello cotto, passando per marinature e cotture molto leggere. La prima parte dell'antipasto prevede: Gamberi crudi, Mazzancolle crude, Tartara di tonno; la seconda parte del percorso prevede: Pesce spada marinato, Polpa di granchio, Capesante in padella. domenica, luglio 06, 2008
Vorrei raccontarvi una favola...

° Plum cake allo yogurt °
Ingredienti:
- 250 g farina 00
- 200 g zucchero
- 3 uova
- 1 vasetto di yogurt all'albicocca
- 100 g olio di semi
- 50 g burro/margarina sciolti (ho usato burro)
- 30 g latte
- 1 pizzico di sale
- 1 bustina di vanillina
- 1 bustina di lievito
Preparazione:
Sbattere le uova con lo zucchero con le fruste elettriche (o anche con una manuale) fino ad ottenere una crema densa e corposa, unire il burro sciolto. Unire lo yogurt, il latte, la vanillina e il sale.Incorporare la farina e il lievito setacciati. Per ultimo unire l'olio e battere fino ad ottenere una pasta morbida e lucida. Non ci devono essere tracce d'olio in superficie.Versare l'impasto in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato, mettere in forno a 165° per 50 min.
Dimenticavo di dirvi ... domani mattina, la principessa farà colazione con il suo principe ... piacerà al suo principe questo soffice dolce? Riuscirà ad incantarlo?
C'era una volta...
venerdì, giugno 20, 2008
lunedì, maggio 19, 2008
Riavviare...
"I computer si rompono, la gente muore, le relazioni finiscono...
la cosa migliore da fare è prendere fiato e... ...riavviare..."

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